Natale, Mito Solare: nelle tradizioni antiche e moderne

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Recensione ed approfondimento del Mito del Sole e del Natale

Luigi Ambrosi - Coordinamento interculturale cittadino di Milano – email:

Sol Invictus

SOLSTIZIO INVERNALE: LA RINASCITA DELLA LUCE SOLARE

IL NATALE E LE SUE RADICI


I CULTI SOLARI NELL’EMISFERO NORD


IL 25 DICEMBRE NATALE DEL SOLE:

LA FESTA PIU’ “INTERCULTURALE” DELL’ANTICHITA’


La data del 25 dicembre è un giorno di festa è tra le più ricca di commistioni culturali e religiose della storia umana:

nelle radici del Natale abbiamo culture e religioni provenienti

dalla Siria,

dall’Egitto,

dalla Mesopotamia,

dalla Persia,

dall’Arabia

e dalla stessa antica Roma.

Il 25 dicembre è la data di nascita e festeggiamento di personaggi divini precedenti la comparsa di Cristo: il Dio Horus egiziano, il Dio Mitra indo-persiano, il Dio babilonese Tammuz/Yule e Shamas; sempre il 25 dicembre veniva festeggiato l’Invictus Sol Elagabalus a Emesa e il Dio Sole Dusares/Helios a Petra. In tale data viene accreditata la nascita anche di Zarathustra e Khrisna, Dioniso, Adone, Attis, , il Dio Freyr, secoli o millenni prima di Cristo.

Alcune celebrazioni le troviamo nell’antichità addirittura in Messico ed in India. Basti pensare che in corrispondenza del nostro 25 dicembre, le popolazioni azteche e pre-azteche celebravano la nascita del Dio del Sole Huitzilopochtli e di Bacab nello Yucatan. Nell’Emisfero Sud invece, essendo le stagioni rovesciate e cadendo quindi il solstizio d’inverno in Giugno, vi era la Fiesta del Sol (Inti Raymi – 24 giugno) delle antiche popolazioni incaiche e pre-incaiche, festa ancor oggi celebrata in Perù e nella regione andina.

Siatema Solare

LE RADICI ASTRONOMICHE DEL NATALE: IL SOLSTIZIO D’INVERNO.

Nell’emisfero nord, nei giorni 22-23-24 dicembre il Sole sembra fermarsi in cielo (più si è vicini all’equatore più il fenomeno è evidente): è il Solstitium (Sole fermo).

In astronomia sono quei giorni in cui il sole si ferma per invertire il proprio moto nel senso della DECLINAZIONE; è cioè il punto dove il Sole raggiunge la massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima. Abbiamo la notte più lunga ed il giorno più corto dell’anno. Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare ed il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, a giugno quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Convenzionalmente il solstizio cade il giorno 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

In poche parole il solstizio d’inverno ai tempi significava che il Sole, giunto nella fase più debole come luce e calore, non sprofondava nelle tenebre dove sembrava precipitare, ma diventava con la sua vitalità “invincibile” (invictus) sulle stesse tenebre, il Sole “rinasceva”, aveva un nuovo “natale”.

Appunto il “Natale del Sole Invincibile”.

Le popolazioni antiche ben conoscevano questo fenomeno del solstizio e lo trasformarono in occasione di festa. Questa interpretazione astronomica spiega perché il 25 dicembre (e giorni adiacenti) sia una data presente in culture e paesi molto distanti tra loro, dall’India al Messico, dal nord Europa all’Etiopia..




25 DICEMBRE DEL 274 D. C. : IL PRIMO NATALE DEL SOLE

Il 25 dicembre come giorno di festa grande compare in Italia ed in Europa per la prima volta nel 274 D.C. per ordine dell’ Imperatore Aureliano che fece diventare Festa Ufficiale il Natale del Sole e la volle celebrata in tutto l’Impero Romano:

il Dies Natalis Solis Invicti

L’imperatore Aureliano aveva appena concluso la riunificazione dell’ Impero Romano ed era reduce dalla grande vittoria sull’ allora principale nemica dell’impero, la Regina Zebedia del Regno di Palmira.

La vittoria era stata resa possibile dallo schierarsi di Emesa, città-Stato rivale, a fianco dell’esercito romano in un momento di sbandamento delle milizie; questa discesa in campo a favore dei Romani fu sostenuto dai sacerdoti di Emesa, cultori del Dio “Sol Invictus”; Aureliano all’inizio della battaglia decisiva disse di aver avuto la visione benaugurante del dio Sole di Emesa..

L’Imperatore trasferì a Roma, in segno di ringraziamento, la classe sacerdotale e il culto del Sole di Emesa ed in onore del Dio Sole Invincibile fece edificare un tempio di Stato a Roma, sulle pendici del Quirinale (Campus Agrippae, attuale piazza S. Silvestro). All’imperatore non sfuggiva inoltre come l’adozione del culto del Sole in tutto l’ Impero potesse servire a consolidare la riunificazione ed essere elemento di unità culturale. Nelle diverse forme, il culto del Sole era infatti presente in tutte le regioni dell’impero, dall’Egitto all’Anatolia, tra le popolazioni celtiche fino a quelle arabiche, tra i Greci e gli stessi Romani.

Aureliano propose il Sol Invictus di Emesa ai cultori ellenico-romani del Sole-Apollo, ai diffusissimi seguaci di Mitra, agli egiziani dei riti di Iside/Horus/Se rapide, ai siriani ed arabi dei culti di Helios/Dusares e Baalim, ai Celti della Mastruca e ai Germanici cultori della Yule, la Ruota, indubitabile simbolo del Sole.

Particolarmente solenni erano le celebrazioni del rito della nascita del Sole in Siria ed Egitto: i celebranti si ritiravano in appositi santuari da dove uscivano a mezzanotte, annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole (raffigurato dagli egizi come un bambino)


La festa del Sol Invictus si affermò come la festa più importante dell’ Impero, con grande partecipazione popolare a Roma, anche perché si innestava ed andava a concludere la festa romana più antica, i Saturnali.
 


DIO SOLE SIRIANO:

“INVICTUS SOL ELAGABALUS” DI EMESA

L’influenza siriana della città di Emesa (l’odierna Homs in Siria) sulla istituzione della Festa del Natale è stata storicamente la più significativa. L’imperatore Aureliano, che istituì il “Dies Natalis Solis Invicti” il 25 dicembre 274, si ispirò proprio al Deus Sol Invictus ed alla sua festa nella città di Emesa., festa che cadeva il 25 dicembre. Emesa diede tre imperatori a Roma.

Da Emesa l’imperatore romano Settimio Severo prese in moglie Giulia, nata dalla stirpe dei sacerdoti del Dio Sole, e portò il culto a Roma già prima di Aureliano.

Da Emesa proveniva l’imperatore Elagabalus che portò a Roma culto, sacerdoti e la sacra pietra a forma di cono con base circolare (pietra che fu riportata dopo l’uccisione dell’imperatore). Sulla pietra era scolpita un’aquila con un serpente nel becco: un simbolo del Sole. Quando fu ucciso, fu rimandata indietro la pietra sacra.

Molti particolari lasciano intendere che il culto del Sole di Emesa fosse di origine araba, di nomadi beduini: la presenza di una pietra cultuale, i nomi delle dinastie reali, l’evirazione del sommo sacerdote, il divieto di mangiare carne di maiale. Altre teorie sostengono la provenienza di questo culto dall’ egiziana città di Heliopolis o dalla mesopotamica Babilonia, sempre in un epoca antecedente al 1400 a.C.

Eliodoro di Emesa scrisse nel III secolo d.C. il romanzo forse più completo di quel secolo, “Le Etiopiche” che ben descriveva questa “contaminazione” tra culti solari egiziani e siriani, arabici ed etiopi.

Helios

DIO SOLE INDO-PERSIANO-MESOPOTAMICO:

IL CULTO DI MITRA

Il culto di Mitra è quello che ha sostanzialmente più influenzato il rito religioso del Natale e la stessa religione cristiana. Sia a Mitra/ Dio Sole sia ad un suo profeta, Zarathustra, sono accreditate le nascite il 25 dicembre, molti secoli prima della nascita di Cristo. Mitra è fatto partorire da una vergine, è denominato “il buon pastore”, aveva 12 compagni, effettuava miracoli, sepolto in una tomba è risorto dopo tre giorni e la sua resurrezione veniva celebrata ogni anno. Il mitraismo è una religione che ha avuto il suo massimo sviluppo in Persia ma sembra sia di origine indiana. Altri storici sostengono che sia di origine mesopotamica. Del nome Mitra in Persia, Varuna in India si trovano tracce fin dal 1400 A.C. ( compare nei testi sacri indiani Rig Veda) ma è possibile che questa divinità sia ancor più anteriore.

Gli Ari lo tenevano in grande considerazione.

Mitra, col nome di Bel, compare anche nel 1400 A.C. tra gli Dei di Stato dell’ Impero dei Mitanni in Mesopotamia, dove veniva festeggiato il 25 dicembre con la festa del Son (in babilonese Sole) invincibile: era considerato figlio del Sole e Sole egli stesso

Zarathustra e’ un profeta che si ritiene nato nel 714 A.C. in Persia, combattè il politeismo dei popoli nomadi e favorì la nascita di un codice di leggi civili e morali valido per la crescente popolazione che da nomade diventava agricola e stanziale. Propose una religione universale e monoteista basata sul “Giusto sentire, giusto parlare, giusto operare” richiamandosi all’antico culto del Dio Sole Mitra e facendolo confluire successivamente nel nuovo Dio Mazda. La sua religione è nota anche come Parsismo o Zoroastrismo ed è ancora praticata in alcune zone dell’India e della Persia. Dai suoi detti, pensieri ed insegnamenti fu scritto il libro sacro “Avesta”, già noto ad Alessandro Magno. Si dice che nessuna religione più dello Zorohastrismo abbia affermato il valore della cultura. Questa religione avrà enormi influenze sulle successive religioni monoteiste, come l’islamismo, il cristianesimo e l’ebraismo

(le famose Leggi di Mosè sono le leggi introdotte dal re di Giuda, Gioisa, nel 621 A.C. nel suo Deuteronomio, quindi postume a Zarathustra). Con la conquista persiana di Babilonia il mitraismo entrò in relazione con le religioni mesopotamiche ed ebraiche (gli ebrei erano in esilio a Babilonia ed i persiani ne furono i liberatori). Successivamente il culto mitriaco, ebbe una grande ripresa con l’imperatore persiano Artaserse II e nel periodo ellenistico, quando si diffuse nelle province dell’impero Romano e nella stessa Roma portato dai soldati romani che già sotto Pompeo si convertivano in massa.

Il culto veniva celebrato in grotte o sotterranei; l’iniziazione prevedeva il battesimo con l’acqua santa, il pasto in comune con condivisione di pane e acqua.

Al Mitraismo sono accreditati i rituali e le credenze di:

la recitazione delle preghiere

l’atto delle mani giunte

la genuflessione

confessione delle colpe che contemplavano penitenze (prima corporali, poi sostituite da lavori socialmente utili)

la confermazione (cresima),

segnarsi la fronte con le dita,

esposizione dell’ostia-disco solare sull’altare,

il sacerdozio solo maschile,

credenza nei premi e nelle pene nell’aldilà, e nel giudizio divino,

il paradiso (parola che in persiano ancor oggi vuol dire “giardino”),

l’inferno con fuoco e fiamme (non è eterno e i “cattivi” verranno restituiti al mondo nel giorno della resurrezione),

la disposizione dell’altare (il banco di pietra davanti l’Abside),

la stola, il copricapo dei vescovi ( che si chiama ancora mitria), le vesti, i colori,

l’uso dell’incenso, l’aspersorio, e dei lumi accesi davanti all’altare,

la stessa architettura delle basiliche, dove si eseguivano i riti in pompa magna.

Mitra, soprannominato “Il Salvatore” salì al cielo col Carro del Sole dopo aver consumato il pasto sacro; la sua resurrezione avveniva in primavera ed i suoi sacerdoti così recitavano: “Rallegratevi, iniziati; il vostro Dio è risorto dalla morte. Le sue pene e sofferenze saranno la vostra salvezza.” (da Dupois – Origine di tutti i culti- vol.5)

Nel terzo secolo d. C. l’imperatore di Persia Ardashir, della dinastia dei Sassanidi, dopo aver riunificato l’impero, fece riscrivere in 21 libri l’ “Avesta” perduto, e fece del Mitraismo una religione di Stato; sarà di esempio per i successivi imperatori romani. Le liturgie e litanie saranno poi mutuate dal cristianesimo, prima con i riti bizantini, poi con quelli della Chiesa Romana (Rituale Romanum); l’Avesta sarà di esempio anche a Maometto per la stesura del Corano.

I Magi erano una classe sacerdotale di questo culto e saranno fatti “entrare” nella tradizione del Natale Cristiano come annunciatori della nascita del Messia.




DIO SOLE EGIZIANO:

IL CULTO DI HORUS, OSIRIDE ED ISIDE

Il 24 /25 Dicembre era festa grande nell’Egitto dell’epoca: in tale data si festeggiava la nascita del Dio Sole Bambino Horus; il culto di Horus e della madre Iside ebbe molta diffusione in Roma nei primi due secoli d.C. con templi ed Imperatori devoti.

 

Ad Heliopolis si celebrava il 24-25 dicembre già nel 1400 A.C. la festa del Dio Sole che aveva il nome di Ra, considerato anche lui Figlio del Sole e Sole egli stesso.

Horus, il Dio Sole, era frequentemente rappresentato come un bambino con la corona solare in testa. Il Dio Sole in Egitto assunse nel corso dei millenni svariati nomi: Ra, Aton, Osiride, Serapide (nome e culto introdotto da Tolomeo nel III secolo A.C.) e Horus. Il nome “Serapide” comparve come attributo addirittura a fianco di nomi di Imperatore romani.  



DIO SOLE BABILONESE:

IL CULTO DI SHAMASH E TAMMUZ/ YULE / ISHTAR

Al 3000 A.C. risalgono le feste di celebrazione del Dio del Sole Babilonese Shamash, nel giorno corrispondente al nostro 25 dicembre.

Il Dio Sole Shamash, Utu in sumerico e Shamas in accadico, è una divinità popolare in tutta la storia della Mesopotamia; il suo nome si riferisce al Sole, ma anche alla giustizia ed alla predizione in quanto il Sole vede tutto, compreso il futuro; risiede insieme alla sua sposa in templi chiamati “la Casa Bianca” (E’ BABBAR). Shamas è’ rappresentato da un disco solare. Come tra gli egiziani ed altri popoli di tradizione plurimillenaria, gli dei mutano il nome nel tempo. In Babilonia comparve successivamente il culto della Regina del Cielo (Isthar) e di suo figlio Tammuz, il dio creduto la reincarnazione del Sole. La nascita di questo Dio avveniva proprio durante il solstizio d’inverno: in questa veste di bambino a Babilonia il Dio Sole Tammuz prendeva il nome di Yule e il Giorno di Yule veniva festeggiato il 25 dicembre.

La dea Ishtar veniva rappresentata anch’essa (come Iside in Egitto) avente tra le braccia il suo “unico figlio” con una aureola di dodici stelle intorno al capo (i 12 segni zodiacali). Il culto di Tammuz/Yule era talmente forte e diffuso che nella stessa Bibbia troviamo il profeta Ezechiele , nel VI secolo a.C, rimproverare le donne di Gerusalemme perche’ piangevano la morte di Tammuz (in questo culto Tammuz dio-pastore muore e poi risorge dopo tre giorni).

Altra grande divinità di Babilonia era Marduk, o Bel-Marduk che in babilonese voleva dire “vitello del Sole”.



DIO SOLE ARABO: IL CULTO DI DUSARES/HELIOS

A Petra (nell’attuale Giordania) il Dio Sole Dusares era celebrato il 25 dicembre già dal 600 A.C.

Epifanio, il vescovo cristiano della città di Salamina, padre della Chiesa e noto storico, affermava nel IV secolo d.C. che da tempo a Petra (la capitale del Regno di Palmira) era festeggiato Dusares/Helios, il Dio Sole, nel giorno 25 dicembre. Era la festa principale di questo Regno, governato da una donna nel suo momento massimo di espansione, e che dalla penisola arabica si era esteso fino all’ Etiopia ed a buona parte dell’ Egitto prima di essere distrutto dall’imperatore romano Aureliano nel III secolo d.C.

Dusares veniva celebrato sopra una pietra nera quadrangolare di lato cm 60 e alta cm 120; la presenza della pietra richiama ad una origine animista (i culti delle pietre) della divinità, ma altri studiosi ne sostengono l’origine dalla città egiziana di Heliopolis, o mesopotamica di Babilonia.




DIO INDIANO KRISHNA

C’è scritto nei Rig Veda (Veda della Lode) indiani in epoca antecedente al primo millennio A.C.:

“Il capo degli anacoreti chiamò a sé Devaki e le disse: - Vergine e madre, salve! Nascerà da te un figlio e sarà il salvatore del mondo. Ma fuggi, perché il tiranno Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. Darai al mondo il figlio divino e lo chiamerai Krishna il sacro –“

Krishna nacque da una vergine:

“Mahadeva, il Sole dei Soli, le apparve nel lampo di un folgorante raggio sotto forma umana. Allora concepì il figlio divino.” (Rig Veda- brani tratti dalla traduzione di E.Shurè, I Grandi Iniziati, Bari,1941).

Anche la storia di Krishna suggerisce influenze sulle religioni posteriori, compreso il cristianesimo. E’ partorito da una vergine, chi la feconda compare sotto forma di luce, è perseguitato da un tiranno che ordina l’uccisione di migliaia di bambini, è la seconda persona della trinità indiana, è denominato il dio pastore, fa miracoli e ascende al cielo. La radice del suo nome è similare a quella di Cristo (Il nome completo di Gesù Cristo fu definito integralmente e ufficialmente solo nel 325 d.C. nel Consiglio di Nicea). La vita di Krishna è ricchissima di particolari che ritroviamo nella storia narrata di Cristo.




ALTRI CULTI SOLARI

Vengono dati per nati o festeggiati ogni anno nel solstizio d’inverno:

Dioniso (di cui Microbio riferisce:”…subito dopo la sua sepoltura, egli risuscitò dalla morte e salì al cielo”), Apollo, Eracle, il Dio Siriano Adone, il Dio frigio Ati (Attis), lo scandinavo Freyr (figlio di Odino), il celtico-irlandese Samhein (anche lui risorto dalla morte dopo tre giorni).

Inoltre durante il solstizio invernale nelle Americhe del Centro-Nord abbiamo i festeggiamenti di questi Dei: Bacab (Yucatan) messo al mondo dalla vergine Chiribirias ed il Dio azteco del Sole, Huitzilopochtli


LINK inerenti:
http://www.hwh22.it/xit/S05_news/archivi/2006/marzo/01c.html


Bak

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